Food Blog Awards 2014: un soggiorno ischitano da farfalle nello stomaco

Food Blog Awards 2014: un soggiorno ischitano da farfalle nello stomaco






“Cara Alessia, è con grande piacere che le comunico che il suo blog
Menta Piperita & co. è risultato vincitore dei Food Blog Awards 2014 nella
categoria Baby Food”.

Tutto inizia così, via email, un uggiosissimo lunedì di
ottobre. Per la precisione, di lunedì 13 ottobre.
Resto interdetta per un po’. Gli occhi strabuzzanti e la bocca semi aperta di
chi pensa di non aver capito bene.
Poco dopo arriva l’annuncio ufficiale sul sito di Malvarosa Edizioni, che suggella in
maniera definitiva ed insindacabile che ,
Menta Piperita & co. è stato
proclamato vincitore unico nella sua categoria e che no, non si è trattato di un’allucinazione, di una svista o di un
errore di battitura. Ehi, son proprio io, esclamo incredula, dandomi anche
qualche pizzicotto per scongiurare l’eventualità di stare sognando ad occhi
aperti.
Abbraccio trionfante il gatto e pure il fidanzato (in fondo mi sopporta e se lo merita anche lui) e prendo a saltellare per casa come una
baccante colta da invasamento allo stato puro.
Torno in me poco dopo, ma solo per diventare preda di una cocente preoccupazione, che subitanea mi attanaglia: cosa mi metto ad Ischia??? La questione è annosa, per una che normalmente, quando è elegantissima, indossa scarpe da tennis, jeans e maglietta.Per celebrare il momento topico, il fidanzato mi porta a fare shopping e mi regala
una bella borsa bordeaux sulla quale avevo messo gli occhi già da un po’.
Oh, devo vincere più spesso. Anche il torneo di briscola o di burraco, se
necessario. Se questi sono gli effetti…
Già che ci sono, compro anche magliette nuove, cardigan semi
eleganti, scarpe… è una grande occasione, unica, devo essere al top, mi
ripeto in continuazione, accatastando sul letto roba destinata alla valigia,
come in preda ad ipnosi. Devo essere al top, devo essere al top…
Il fidanzato, seppur con una certa delicatezza, cerca di farmi notare che non devo partire per 3 settimane, ma solo per un paio di giorni. “Sì, è vero, sono solo due giorni,” gli rispondo, “ma se alla premiazione decidessi di indossare il vestito nero con la borsa color oro, dovrei necessariamente portare un paio di scarpe dello stesso colore della borsa. Ove
invece all’ultimo minuto optassi per la maglia color bordeaux, dovrei per forza avere una borsa
dello stesso colore, e scarpe che si intonino ai pantaloni… Come faccio a saperlo ora, scusa?! Tanto vale
portare tuttoooo!”. Eh, son problemi. Problemi per l’umanità.
Inizio ad andare in confusione. Il cervello mi fuma. Vado in apnea per un paio di giorni. Mi
riprendo giovedì mattina, quando è ormai tempo di chiudere la valigia per
volare a Milano. Chi c’è, c’è, chi non c’è, amen.
Alcuni impegni (tra cui una toccata e fuga alla Eli Edizioni, per ritirare la
prima copia del mio libro Fiabe al Rovescio) mi trattengono in città tutto il giorno ed anche la sera. Già che
ci sono, resto a dormire a Milano a casa dei miei. Partenza per Napoli centrale fissata
per l’indomani, venerdì 17 alle ore 7.
Che bello, andrà tutto bene ed io non sono superstiziosa. Mai stata, ahaha! Tiè,
in barba a chi crede a ‘ste stupidate. Che bello wow! Si parte,
yuppy eh! Come mi sento bene, come mi sento bene, come mi sento be….
Il treno è partito da poco da Milano, quando strani dolori
allo stomaco non lasciano presagire nulla di buono.
“Ma no, dai, è solo un po’ di agitazione, sono sempre la solita ansiosa…”
Improvviso una seduta di training autogeno. Lunghi respiri, occhi chiusi,
pensieri felici. Mh, niente da fare. I dolori continuano a farsi sentire,
accompagnati questa volta da un vago senso di nausea. No dai, sarà solo un
languore, del resto per colazione ho preso solo  un
thè ed ora… non ci vedo più dalla fame!
Ahah, fiù! Meno male, via, ed io che mi
credevo chissà che…
Mangio una brioschina che la provvidenza mi ha fatto infilare in borsa poco
prima di uscire di casa. La sbocconcello pian piano, senza trangugiare il tutto
con la solita voluttà che sono in grado di sfoderare nei miei momenti migliori.Il viaggio prosegue, tra una sbirciata ai social networks ed un pisolino. Di
solito, alle sette di mattina sono ancora uno zombie incapace di intendere e di
volere, pertanto, sono già molto soddisfatta di me.
Purtroppo, dolori allo stomaco e nausea, anziché ridursi, crescono
durante il viaggio. La situazione precipita drasticamente quando inizio ad
avvertire anche brividi ed un generalizzato senso di debolezza. A questo punto
abbandono le mie pie illusioni e comprendo con assoluta certezza che il mio   “devo essere al top” si è ormai tramutato in
un “dovevo essere al top, invece…”.
Il viaggio in aliscafo mi da’ il colpo di grazia. Quando giungo ad Ischia l’influenza gastrointestinale che come un demonio si è impossessata di me è ormai conclamata. “Heilà! E’ arrivato il caso umano, olè!”
Del resto, sono un tipo originale. Per il weekend c’è chi ha scelto di farsi accompagnare da mariti, figli, fidanzati… Io ho scelto una compagna di viaggio davvero imperfetta per un
tour eno-gastronomico.La tristezza mi avvince.
Fatico a rassegnarmi all’evidenza del mio malessere quando mi ritrovo insieme
agli altri vincitori, al team di Malvarosa Edizioni e al main sponsor, Imperatore Travel, nel bellissimo e suggestivo scenario della tenuta di Pietratorcia. Sette ettari di terreno su cui tre antiche famiglie
contadine ischitane hanno riversato il proprio sapere e la propria passione, generazione
dopo generazione, per produrre vini pregiati ed accogliere gli ospiti in
un’esperienza gustativa di assoluto pregio. Vedo scorrere davanti ai miei occhi
piatti invitanti e ottimamente presentati, che divoro con gli occhi, mentre il
mio stomaco afflitto non riesce ad andare oltre qualche boccone di pane. Prima
di essere portata in albergo, per poi svenire
febbricitante sul letto più o meno fino all’indomani, fantastico su quanto straordinariamente
saporiti possano essere il coniglio all’Ischitana, le pappardelle al ragù di
coniglio
e tutte le altre prelibatezze che, nella loro totalità, sono state
descritte dagli altri come “un pranzo
davvero indimenticabile
”. Sigh. Seguono sospironi di rassegnazione e di tristezza.
Meglio dormirci un po’ su.
L’indomani – sebbene ancor più morta che viva – decido che
niente e nessuno potrà tenermi lontana dalla cucina dello chef Nino di Costanzo (2 stelle Michelin)  del ristorante Il Mosaico, all’interno dell’elegantissimo Hotel Terme Manzi di
Casamicciola.  Piuttosto ci vado gattonando, ma ci vado.
Durante il viaggio in pulmino i miei occhi famelici
catturano le linee frastagliate della costa, i profili delle colline e delle
case; quasi a voler affermare con forza che io, nonostante tutto, sono qui e di
questa esperienza voglio portarmi a casa il più possibile.
Partecipo al pranzo defilata, nel mio angolino (Ossignore che immagine triste!), mangiando qualche boccone di
pasta in bianco
 (argh!) di cui ho fatto richiesta ai benevoli membri dello staff.
Trovarsi nelle cucine di uno degli chef migliori d’Italia e chiedere una pasta
in bianco è proprio roba da pazzi. O, nel mio caso, roba da stomaci sottosopra.
Gli occhi vengono attirati da fisionomie di piatti deliziosi, preparati dalle
altre vincitrici sotto la guida culinaria dello Chef e del suo staff. Allo
stesso tempo, la macchina fotografica registra immagini di vere e proprie opere
d’arte, in cui sapore e colore si fondono insieme per dar vita ad un’esperienza
unica. Contemplo il carpaccio di scampi che è talmente perfetto da sembrare irreale e davanti al
primo piatto, nonostante lo stomaco disorientato che mi ritrovo, non resisto
alla tentazione.

 

Assaggio un raviolo
(eh, meglio non esagerare!) di pasta cotta con ripieno di ricotta di bufala e
maggiorana
, che mi conquista con la sua perfetta, disarmante, raffinata
semplicità. Non resisto nemmeno di fronte al dolce, quenelle di gelato che
sembrano la tavolozza di un pittore. Assaggio appena, quel tanto che basta per
comprendere di trovarmi di fronte ad un altro piatto d’autore, unico e davvero
eccellente.

Lo stomaco sembra offrirmi una tregua. Scherzo con gli
altri, faccio un po’ la splendida: “secondo me era la camomilla a farmi male,
ahah!
”, ma dentro di me so benissimo che la guarigione è ancora un traguardo
non troppo vicino.
Mi lascio baciare dal sole e mi dirigo con gli altri al Negombo, un incantevole parco termale di cui subito mi innamoro.
Piscine di diverse dimensioni e diverse temperature si susseguono l’un l’altra, affacciate su un’incantevole baia di acqua cristallina.  Eh già, dopo tante sofferenze, devo davvero
essere finita in Paradiso.

 

Mi accomodo su uno degli sdraio a bordo vasca per farmi
cullare dalla brezza – praticamente estiva –
che soffia su questo lembo di terra. Ma faccio un po’ ridere, perché sono
avvolta nell’asciugamano un po’ come una larva nel suo bozzolo. Soprassediamo.In serata, torna la febbre. “Ehilà! Ti sono mancata? Rieccomi!”.
Del resto, mi sono strapazzata un po’ troppo ed era
pressoché inevitabile che accadesse. La scocciatura più grande che provo in questo momento è che quasi nulla di ciò che viaggia con me da
Milano è stato indossato. (Non stiamo neanche a tirare fuori la faccenda dei manicaretti che mi sono persa, quello per me rappresenta il top del top dei fastidi, non fatemici nemmeno pensare).
E’ a questo punto che un moto di orgogliosa, belligerante ribellione mi assale. Andrò alla
premiazione sui gomiti, se necessario, ma ci andrò. E ci andrò indossando l’abito
nero, a cui abbinerò la borsa color oro e la scarpe dello stesso colore. Oh! E così è stato.

 

E’ passata una settimana dal mio rientro a casa. E ciò che
resta oggi, insieme all’emozione che ha accompagnato il momento della
premiazione, è il rimpianto per non aver potuto godere appieno di questa favolosa
esperienza ischitana. Sono piena dei sapori che non ho potuto assaporare, delle passeggiate che ho potuto accarezzare solo con il pensiero.
Ma io so, ne sono certa, che verrà il giorno in cui Ischia ed io ci incontreremo di nuovo ed in quella occasione mi farò trovare pronta, per godere di tutto ciò che ad oggi mi sono persa.
Nel
frattempo i miei più sentiti ringraziamenti per questo bellissimo riconoscimento vanno a Malvarosa Edizioni; ai
membri della giuria, Agostino Cattaneo, Donatella Bernabò Silorata, Massimo
Verde
, Vatinee Suvimol, Monica Zacchia, Miriam Bonizzi, Alessandra Scollo; a
tutti i vincitori, che hanno condiviso con me questa emozione e, naturalmente, agli sponsors che hanno sostenuto questa iniziativa: Fratelli La Bufala, Grangusto, Pietratorcia, Pastificio di Martino, Imperatore Travel. Grazie sempre e
ancora, a tutti voi.

7 Comments

  • by Chiara Setti, post on | Reply

    Ale mi hai fatto morire dal ridere quando parlavi della valigia perché mi ci sono trovata anch'io e non ho dubbi, anche tutte le altre!! hahahahaha!!
    E' stato un piacere conoscerti, spero ci siano altre occasioni più fortunate! 🙂 un bacione

  • by Giulia Cappelli, post on | Reply

    Che bellissima esperienza e ancora tantissimi complimenti mia cara!!!bravissima!!

  • by Menta Piperita, post on | Reply

    ahah @Chiara se solo avessi immaginato che la salute mi stava abbandonando avrei portato qualche vestito in meno e qualche medicina in più! Anche io spero davvero ci sarà presto l'occasione di rivederci, possibilmente nel pieno della forma. un abbraccio!

    @giulia grazie mille, un bacione!

  • by www.mipiacemifabene.com, post on | Reply

    Brava Alessia!! Ti ho anche vista su Sale e Pepe 🙂 Complimenti. Mi sono iscritta ai lettori fissi 😉 Un bacione
    Federica 🙂

  • by Elisa Di Rienzo, post on | Reply

    Cara la mia Alessia…
    Ma mi ero persa la "pasta in bianco" di Di Costanzo!!!!
    É stato un peccato non riuscire a vivere appieno insieme queste giornate!!
    Spero ci sia presto un'occasione nuova di incontrarci!
    Ti rinnovo i complimenti! Vittoria meritatissima!
    Ciao
    Elisa

  • by Menta Piperita, post on | Reply

    @Federica: grazie cara! Felicissima di averti conosciuta, spero di rivederti presto! un abbraccio

    @Elisa: ahaha ebbene sì, ho avuto il "privilegio" di mangiarla in esclusiva (e devo dire che era pure buonissima, eh, la classe non è proprio acqua!). Un abbraccio, speriamo davvero in nuove occasioni per me più felici, senza influenze e malanni vari!

  • by Marghe, post on | Reply

    Te lo sei meritata!
    E grazie di averci rese partecipi con questo bel racconto 🙂
    Ti abbraccio e ancora un sacco di complimenti dal cuore!!

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