Una cosa di cui ancora non ho esperienza diretta ma alla quale sono già preparata sentendo i racconti di amiche e conoscenti madri è la difficoltà di creare piatti che risultino appetibili ed invitanti per i propri pargoli.
Devo ammettere che questo tipo di problema mia madre con me non l’ha mai avuto. Ad un anno di età già mangiavo da sola usando la forchetta e disdegnando biberon e ciucci di qualunque genere e natura. Amavo già il passito, il barolo chinato e lo Sciachetrà, purchè di ottime annate (ahahah, non esageriamo, comunque sì, ero una bambina amante del buon cibo, entusiasta, curiosa, che mai ha dato problemi a tavola… forse già si intravedevano in me frammenti della food blogger che sarei diventata da grande, chissà!).
Torniamo a noi. Dicevo, alcuni genitori mi raccontano cose inquietanti sulle abitudini alimentari dei propri figli.
Alcune madri disperate ci proverebbero anche a far mangiare alle proprie creature qualcosa di diverso dai soliti spaghetti al sugo o in bianco, ma sembra che gli angioletti non vogliano sentire ragioni. Non parliamo neanche di somministrare loro una qualunque verdura verde: storcono il naso allibiti (se vi va bene) o iniziano a lanciare piatti a destra e a manca urlando (nella peggiore e più estrema delle ipotesi).
In compenso, farebbero man bassa di patatine fritte ed altro junk food, che la madre eviterebbe di includere nella loro dieta, non foss’altro che il dolce fanciullo ha assaggiato a scuola le patatine (ed altre schifezze simili) offerte da un compagno di classe evidentemente diabolico. Ed ecco che poi torna a casa pretendendo che anche mamma gliele prepari.
Insomma, un circolo vizioso unico. Anche il figlio di una mia amica che ha solo un anno e mezzo sa pronunciare tre parole in croce: mamma, papà (o “pappa”, secondo me il padre è solo un illuso) e patatine. Certo, l’ultima parola gli esce ancora un po’ biascicata, ma il concetto è chiaro. Lui vuole le patatine e vedeste come gli brillano gli occhi quando le vede far bella mostra di sè nella scodella dell’aperitivo. E via di manina artigliata, te possino…
Ora, io non credo di avere le competenze e l’esperienza necessarie per offrire soluzioni pronti via! a mandrie di genitori disperati. Senza considerare che il mio grado di pazienza e tolleranza vicinissima allo zero mi indurrebbe ad assumere il ruolo di signorina Rottermaier (come chi è?! L’acidissima, zitellissima istitutrice di Heidi) con qualunque bambino capriccioso a tavola.
Quello che posso fare è sperare che i miei dolcissimi “aspidi” eclair inducano i piccoli diffidenti ad assumere un po’ di frutta oltre al dolce (voi diteglielo che chi scarta la frutta per mangiarsi solo il dolce con la panna è squalificato dal gioco e verrà isolato dietro la lavagna con orecchie e naso d’asino…magari funziona!).
Per facilitare la preparazione, ho creato anche un piccolo fototutorial in cui vi spiego passo, passo come realizzare questo dolce. Visto che le fragole non sono propriamente di stagione potrete utilizzare solo i kiwi o scegliere un altro frutto di stagione. E se i bambini ancora non mangiano, “mantateli da me che ci penzo io!” (Signorina Rottermaier docet).
Quando il burro sarà sciolto unite la farina e mescolate con una frusta o con un cucchiaio di legno finchè non si formerà una palla.
Con un sac à poche o con un cornetto da pasticcere di carta distribuite l’impasto a zig zag su una teglia ricoperta di carta forno (in alternativa potrete procedere allo stesso modo su una teglia leggermente imburrata, senza carta forno). Fate cuocere in forno ventilato preriscaldato a 180° per 15 minuti circa.
Ritagliate intanto la frutta che vi servirà per realizzare testa e “squame”, come in foto.
Una volta cotti, estraete gli eclair dal forno e lasciateli raffreddare. Tagliateli a metà per il lungo e farciteli con la panna montata.
Richiudete l’eclair a mò di panino e finite di decorare con la panna.
Aggiungete le squame di frutta lungo tutto il dorso e,infine, posizionate le teste, alle quali avrete creato due occhietti con una penna al cioccolato.
Vi è piaciuta la ricetta dei serpentelli eclair?
Raccontatemi le vostre esperienze in cucina in compagnia di bambini e rivolgetemi pure le vostre richieste via email, su Facebook o Twitter (@MentaPiperitaCo).
Vi ricordo inoltre di non perdervi gli episodi della mia raccolta di fiabe “Il Favoloso Mondo di C’era una Volta“, una raccolta di favole in cui magia e pasticceria si intrecciano e le cui vicende sono ambientate nella casetta di marzapane di Hansel e Grete, divenuta ora un laboratorio di dolcezze molto speciale…












4 Comments
semplicemente deliziosi…..complimenti cara!
baci
Mi ha fatto troppo sorridere ma anche riflettere il tuo post di oggi. I miei figli hanno sempre mangiato piu o meno tutto (no, i funghi in effetti li tollerano poco e a pensarci bene davanti a un altro paio di cosette storcono il naso non poco) ma e' incredibile quanto faccia l'abitudine e il contesto in cui si vive. Dicevo, hanno sempre mangiato frutta e verdura, ma da quando viviamo in Germania (un anno e mezzo: te l'avevo scritto? Non me lo ricordo) per loro e' diventato normale per merenda addentare cetrioli interi e falde di peperone crudo, entrambe merende molto comuni qui che sinceramente non avevano mai mangiato prima. Quest'anno e' arrivato nella loro scuola un altro bambino italiano: dall'inizio della scuola (oltre due mesi!) pare non abbia ancora addentato nulla e la mamma ha chiesto il permesso (stranamente accordato) di fargli portare il pranzo da casa. Sara' che anche la mia pazienza e la mia tolleranza sono minime, come nel tuo caso, ma forse questo a volte serve, per far capire ai figli che i piccoli tiranni alimentari e non solo non sono compatibili con le mamme con poca tolleranza! 🙂
Anche io come te da fin da piccola ero una buona forchetta (forse faccio più storie adesso che prima ahahha) ma devo dire che sono tantissimi i bambini che vivono di pasta con la salsa e cotolette..e ovviamente patatine e porcherie varie! Che ci vuoi fare? Magari poi con l'età cambiano gusto e ripenseranno a questi anni bui con malinconia pensando a quello che si sono persi 🙂 Sicuramente non è facile convincerli a mangiare quello che non vogliono ma rallegrare la tavola con un bel e gustoso serpentello come il tuo è sicuramente un buon inizio!
Troppo simpatici! Che bella idea! E chissà che buoni!