Mamme/amiche su Facebook: vademecum per una serena convivenza

Mamme/amiche su Facebook: vademecum per una serena convivenza

 (da notare la casetta di legno per gli uccelli costruita da papà e a rischio caduta sulle nostre teste)

 

Avete presente la collezione della Disney, quella delle tazze belle bellissime con su i disegni dei 7 nani? Io ci ho impiegato un po’ a scegliere la mia. Pisolo o Mammolo?… Mammolo o Pisolo?… Alla fine, nonostante un’innata tendenza narcolettica, la scelta è ricaduta su di lui, il nanetto teneroso tutto coccole e moine. Perché io, sebbene mi ripari dietro la corazza della fanciulla baldanzosa ed indipendente, sono proprio mammona dentro. Mia madre, dovete sapere, è una donna giovane e, soprattutto, giovanile.

Ma c’è di più.

Oltre che giovane e giovanile, mia madre è anche piuttosto ferrata in fatto di tecnologia. Fu lei la prima ad insegnarmi ad usare un computer in tempi non sospetti, quando per me esso era ancora un perfetto sconosciuto. Lei legge le notizie su internet, va in banca su internet, acquista su internet. Si ingozza di video su youtube (come la sottoscritta) e, come prevedibile, è da alcuni anni un’assidua fruitrice della piattaforma più famosa e discussa dell’ultimo decennio: Facebook.
Attualmente io faccio parte di quella esigua fetta di popolazione digital educated sulla trentina che ha tra i propri amici su Facebook anche la propria madre.Una fetta destinata ad ingrandirsi sempre più con le nuove generazioni (ehi, mi rivolgo soprattutto a voi, neonati e pargoletti inconsapevoli, il cui visino candido – nudi o vestiti, durante o dopo il bagnetto, prima o dopo la pappa – è stato già sdoganato dalle vostre mammine su Facebook più e più volte, a vostra insaputa). Per voi, povere creature, giovani e adolescenti di domani, il fenomeno della mamma “amica su facebook” rappresenterà un quasi certo, ineluttabile leitmotiv.
Essendo ad oggi ancora una delle poche privilegiate a rientrare in tale categoria, posso per certo stilare un vademecum delle cose che andrebbero fatte, ma soprattutto di quelle che sarebbe preferibile evitare, quando colei che vi ha dato la vita è anche tra i vostri contatti su Facebook.
Per prima cosa, ricordate: non importa quanti amici vostra madre abbia su Facebook. Potrebbe averne 50 come 5000, ma lei, da buona madre, avrà sempre un occhio di riguardo per i suoi adorati pargoletti. Non è da escludere che, per non rischiare di perdersi uno dei vostri aggiornamenti, vi includa nella lista degli amici più stretti e che selezioni l’opzione “ricevi notifiche”, in modo da essere costantemente aggiornata ogni volta che postate, agite o semplicemente respirate su Facebook. Cosa dite? Voi mamme non conoscevate questa opzione ma ora grazie a me sì? Ops…
Ci sono cose che potrebbero uscirvi per sbaglio e che sarebbe bene vostra madre non sapesse, soprattutto per tutelare lei, voi, la vostra salute mentale.
– Se, ad esempio, vi  è venuto mal di gola e proprio non resistete alla tentazione di comunicarlo al mondo, fate in modo che lei non lo sappia. Modificate le impostazioni della privacy in modo da rendere questa informazione invisibile ai suoi occhi (in fondo, si tratta di un’omissione a fin di bene) oppure…beh, non scrivetelo affatto. Cosa vi cambia? Una volta, prima di Facebook, non ci capitava mai di avere il mal di gola? A comunicarlo su Facebook secondo voi passa prima? Direi di no.
Solo che, scegliendo di non postare questo genere di informazioni, eviterete di correre anche un altro, potenziale pericolo: gli amici di mammà, quelli più stretti, in altre parole “gli amici di famiglia”, anche loro vostri amici su Facebook. Se vi muovete in un campo minato, controllare dove mettete i piedi diventa difficile e qualcosa, per non dire qualcuno, potrebbe sfuggire alla vostra attenzione. Non c’è niente di peggio dell’amica di mammà che la chiama per fare quattro chiacchiere e che a un bel punto si lascia scappare: “Ma ho letto su Facebook che Picci Pucci ha mal di gola… Eh, si sa, c’è in giro una brutta influenza in questi giorni…
A quel punto vostra madre non solo monterà in sella al cavallo dell’ansia, ma ci rimarrà pure male perché non gliel’avete detto.  Bip. Whatsappino. Guardi lo schermo. “Mamma”.
Più puntuale di un treno svizzero o di un esattore delle tasse, eccola. L’ha saputo. “Cos’è quella storia del mal di gola? E non dici niente alla tua povera mamma? Stai prendendo qualcosa? Hai chiamato il dottore?
A quel punto oltre al mal di gola aspettatevi anche un bel mal di testa, provocato dalle testate che vi autoinfliggerete contro il muro per non aver evitato di aggiornare il vostro status facebook pubblicando una simile informazione che, 9 su 10, è destinata a ritorcervisi contro.
– Altra cosa da fare con moderazione è pubblicare status alle 5 della domenica mattina (di ritorno da quella che vostra madre sapeva essere “una cenetta tranquilla a casa di amici”) in cui vi proclamate ubriachi fradici e vivi per miracolo (dopo esser passati col rosso ad un paio di semafori ed aver evitato al pelo un frontale in almeno 3 diverse occasioni). A parte che guidare da ubriachi è cosa assolutissimamente sbagliata che non va mai fatta… ecco, vedete di non lodarvi su Facebook, se avete una mamma in agguato pronta a intervenire con un paio di sganascioni virtuali (e non).
se avete un blog o una fan page, revisionate ultra bene foto e contenuti da pubblicare. La mamma è la mamma, e in quanto tale è dalla vostra parte, è la vostra PR di fiducia. Se la foto del risotto che avete preparato con tanto amore fa schifo perché non vi siete accorti di una sbavatura sul bordo del piatto, se il testo che l’accompagna è pieno di “orrori” ortografici, poco le importa. Per mammà il cucciolo è sempre il più bello, il più in gamba, il più intelligente di tutti. Potete aver scritto un’emerita fesseria e sciorinarla come una perla di saggezza. Lei è già li che legge con gli occhi a cuore e con le mani tremolanti sulla bocca. E, ovviamente, ha già condiviso foto e testo, di solito accompagnati da esternazioni del tipo: “Orgogliosa della mia picci pucci” oppure “Quant’è brava la mia picci pucci”, etc.
State quindi bene attenti a verificare ciò che postate. Se vi accorgete troppo tardi di un errore, di una distrazione, di una qualunque idiozia a cui desiderate tardivamente porre rimedio, occhio, perché due volte su tre vostra madre l’avrà già condivisa col resto del mondo. Ed in questi casi, ritenetevi solo fortunati se vostra madre non ha il numero di contatti su Facebook che ha J.K.Rowling.
– Se siete andati via di casa, se vivete da soli o se convivete, mammà subirà un po’ la sindrome dell’abbandono. Se siete figli unici come la sottoscritta, il problema si complicherà ancora di più. Attenzione quindi non solo a quello che postate (vedi punto 3) ma anche a chi vi tagga nelle foto. “Tesoro, vieni a cena stasera?”. “No mamma, guarda ho ancora da finire un lavoro quindi me ne rimango a casa, facciamo un’altra volta, dai!
La vostra intenzione è sul serio quella di restare a casa. Ma quando siete già in pigiama sul divano, avvoltolati nella vostra copertina da Teletubbie preferita, ecco che vi chiama il vostro amico Pippo, che giocandosi la carta del disco rotto vi prende per sfinimento. Riesce a strapparvi dalle fauci del divano e vi trascina a quel vernissage di cui vi parlava da giorni, dove vi aspetta un aperitivo coi fiocchi unitamente a “dei cocktail da paura”. Tra una risata e l’altra, un bicchiere e l’altro, ecco che Pippo sfodera il suo smartphone di ultimissima generazione ed inizia a scattare foto a raffica. Ineluttabile, arriva il tag su Facebook: “Una serata indimenticabile con @PicciPucci al BlaBlaBlaCafè  #sifolleggia #eveningout #orepiccole, etc”.
A vostra insaputa eccovi già su Facebook, immortalati con la faccia da ebete, mentre reggete nella mano destra un tramezzino trasudante maionese e nella sinistra quello che sembrerebbe essere un mojito. Whatsappino. Bip. “Mamma”. “Meno male che eri stanca. Certo che per la tua povera mamma non hai mai tempo ma per i tuoi amici si. E basta mangiare schifezze”. Ed è solo così che apprendete di essere stati “facebookkati”(e bekkati) a tradimento, per una vostra leggerezza, ossia per non aver preso in mano il timone del comando dei tag che, fuori controllo ed in balia di Pippo, vi mettono alla berlina sul vostro stesso diario. Per cui, recitate un bel mea culpa.

Ora per te, mammina, ho qui pronta una crostata con le mele un po’ speciale: la pasta frolla l’ho preparata con l’olio extra vergine d’oliva, così è buona buona e più leggera, non ti si impenna il colesterolo e il dottore non se la prende con me. Prima, però, cosa aspetti a condividere questo post su Facebook? L’ha scritto per te la tua Picci Pucci*. 🙂

*Grazie al cielo, Picci Pucci è solo un nome di fantasia. Neanche mia madre arriverebbe a tanto 🙂

  
Per la pasta frolla all’olio extra vergine d’oliva aromatizzata all’arancia:
200 gr farina 00
100 gr fecola di patate
2 tuorli medi
1 cucchiaio di lievito vanigliato
1 pizzico di sale
1 bustina di vanillina
la scorza grattugiata di 1 arancia
100 ml di olio extra vergine di oliva
120 gr di zucchero di canna
2 cucchiai di latte (opzionali)
 
farcitura e guarnizione:
1 mela
200 gr di confettura di albicocche
zucchero di canna
gelatina per dolci
pistacchi tritati (opzionali)

Montate i tuorli con lo zucchero di canna e quando inizieranno a diventare spumosi aggiungete l’olio a filo, sempre mescolando.
In una larga ciotola unite insieme farina e fecola, il sale, il lievito, la buccia di arancia grattugiata e la vanillina. Unitevi il composto di uova, olio e zucchero e impastate fino ad ottenere un panetto. Se dovesse risultare troppo secco e di conseguenza sbriciolarsi un po’, aggiungete poco alla volta del latte e continuate ad impastare. Stendete il panetto con la punta delle dita all’interno di una tortiera del diametro di 18-20 cm, che avrete ricoperto con carta forno. Con la pasta avanzata realizzate un cordoncino che costituirà il bordo della vostra torta: premetelo bene contro la parete della tortiera e fatelo aderire alla base della torta, premendo con la punta delle dita. Rimuovete poi la pasta in eccesso dal bordo utilizzando una rotella dentellata o un semplice coltello. Bucherellate il fondo e i bordi della pasta frolla con i rebbi di una forchetta e distribuitevi all’interno la confettura di albicocche con un cucchiaio.
Sbucciate la mela e privatela del torsolo con un leva torsoli. Tagliatela a fettine sottili. Adagiate poi le fettine di mela sopra la confettura di albicocche una per una, sovrapponendole leggermente, come mostrato in foto. Spolverizzate con poco zucchero di canna e cuocete in forno ventilato già caldo a 175° per 25 minuti.
Sfornate e lasciate raffreddare nello stampo.
Preparate la gelatina per dolci ed utilizzatela per spennellare le mele. Decorate a piacere con pistacchi tritati.

3 Comments

  • by manu, post on | Reply

    Bellissima questa crostata!! Che foto fantastiche.
    Ti abbraccio

  • by ELel, post on | Reply

    Mi hai dato ancora più motivazioni per non esserci proprio su FB!!!
    Ottima crostatina :)=

  • by Chiara Setti, post on | Reply

    Ma che belle che siete!!!! :***

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